Dal Pd insulti alla Lombardia
Ultimo aggiornamento (Mercoledì 09 Aprile 2008 20:43) Mercoledì 09 Aprile 2008 20:37
“Chiti si deve vergognare e chiedere scusa alla Regione Lombardia perché ciò che lui definisce sprezzantemente come “sparate” è il contenuto di una norma di legge approvata dal Consiglio regionale lombardo”. Lo ha dichiarato il Presidente dei senatori della Lega Nord, Roberto Castelli, in riferimento alle affermazioni del ministro per i rapporti con il Parlamento Vannino Chiti che oggi ha definito “sparate” le promesse della Lega Nord sul federalismo fiscale. “Il fatto che un Ministro della Repubblica, sia pur fortunatamente ancora per poco in carica, commenti così queste proposte di legge - conclude Castelli - la dice lunga sul senso dello Stato del Pd”.
Il futuro siamo noi
Ultimo aggiornamento (Giovedì 01 Gennaio 1970 02:59) Mercoledì 09 Aprile 2008 20:36
"Noi Medioevali? Noi siamo il futuro. Gli stati più evoluti sono infatti quelli federali, dove non esistono confini, non esistono barriere, appartengono ad un mondo libero, innovativo, in grande fermento". Così Marco Reguzzoni, vicesegretario nazionale della Lega lombarda replica nello "Speciale Elezioni 2008" dell’Adnkronos a quanti, soprattutto dopo il giuramento di Pontida di sabato scorso da parte dei candidati leghisti, avevano definito gli appartenenti al Carroccio "medioevali".
"La Lega - sottolinea l'esponente leghista - rappresenta gli interessi di una particolare regione che è la Padania e per questo abbiamo scelto di correre da soli. Abbiamo poi deciso di appoggiare il Popolo delle Libertà e di allearci con loro - spiega - perché gli altri usano lo statalismo e l’assistenzialismo più becero che noi, da anni, combattiamo. Una volta vinte le elezioni - conclude Reguzzoni - chiederemo al Pdl l'applicazione puntuale del nostro programma che, in sintesi, significa meno Stato e più federalismo".
Retroscena: la Lega "si pappa" il Pdl
Ultimo aggiornamento (Mercoledì 09 Aprile 2008 20:35) Martedì 08 Aprile 2008 18:23
A Palazzo Grazioli, residenza romana di Silvio Berlusconi, chi ha visto gli ultimissimi numeri in mano al presidente di Forza Italia racconta di una certa preoccupazione. Non per il distacco nei confronti della coalizione guidata da Walter Veltroni, che effettivamente - stando ai sondaggi azzurri - sarebbe rimasto invariato (nella parte alta della forchetta indicata da Berlusconi), ma per un clamoroso e notevole travaso di voti che sarebbe in atto all'interno dello schieramento. In sostanza, il timore inconfessabile del Cavaliere e dei suoi uomini è che nelle regioni settentrionali sia in atto uno spostamento massiccio dal Popolo della Libertà alla Lega Nord. Si parla addirittura di diverse centinaia di migliaia di preferenze. Un trend che, se confermato, potrebbe spingere il Carroccio verso i picchi più alti che non raggiungeva ormai da molti anni. E' quanto sostiene un retroscena pubblicato sul quotidiano on line Affaritaliani.
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